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8 luglio
1968 & 1998
Questo quotidiano pubblica, per ogni giorno del 1998,
le notizie più importanti del
1968, ma anche i fatti di oggi che hanno qualche rapporto con gli eventi e le idee di trent'anni fa. Il lettore è invitato a scrivere il suo editoriale e a spedirlo: saranno tutti pubblicati e sottoposti alla discussione comune.
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ITALIA
Roma in sciopero
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Dichiarato per l'11 uno sciopero generale a Roma. E' la prima volta dagli anni '40 che Cgil, Cisl e Uil dichiarano uno sciopero unitario nella capitale. Firmato l'accordo all'Italsider di Bagnoli.
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NICARAGUA
In previsione dello scalo in Nicaragua del presidente americano Johnson, la polizia arresta decine di studenti.
USA
Rinviata per la seconda volta la visita del presidente sudvietnamita Van Thieu a Washington.
ITALIA
Pietro Cavallero, Sante Notarnicola e Adriano Rovoletto condannati all'ergastolo. 12 anni per il giovanissimo Lopez. I tre ergastolani escono dall'aula cantando l'inno anarchico «Figli dell'officina». La corte ha raggiunto la decisione in sei ore.
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INDONESIA
Esercito spara ancora
La polizia indonesiana ha
aperto il fuoco ieri contro un migliaio di dimostranti
indipendentisti nella remota provincia di Irian Jaya, e
secondo notizie giunte a Giakarta, e smentite dall'esercito, vi
sarebbero stati sette morti ed un numero imprecisato di
feriti.
INDIA
Diecimila morti ignorati
Diecimila persone sono state
cancellate in un tratto dalla loro esistenza umana, ma il mondo
non se ne é accorto, e anche nella loro patria la
notizia è stata accolta "solo con una scrollata di spalle".
La denuncia, formulata dal "Washington Post" riguarda
la più grave sciagura naturale abbattutasi sul subcontinente
negli ultimi cinque anni.
E' stato il 9 giugno scorso: sollevata da un ciclone con
venti a 160 chilometri l'ora, un'ondata di marea ha travolto
una baraccopoli che offriva precario rifugio a migliaia di
emarginati a Shirwa, presso la città portuale di Kandla.
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SUDAFRICA
Apartheid: droga di Stato per rendere inoffensivi i neri
Una vera e propria raffineria
di stupefacenti: ne disponeva negli anni Ottanta l'esercito del
Sudafrica segregazionista. Lo ha ammesso dinanzi alla
Commissione per la Verità e Riconciliazione un medico militare
che di tale laboratorio si occupava.
Ha solo detto che in questi laboratori venivano
prodotte grandi quantità di mandrax (un derivato sintetico
dell'eroina) e di ecstasy, e che questa "produzione" veniva poi
consegnata, a richiesta e attraverso società di comodo, a
gruppi speciali dell'esercito.
Il testimone ha dichiarato di ignorare a cosa queste droghe
servissero. Ma è ormai noto. Nelle precedenti audizioni della
Commissione dedicate all'uso di armi chimiche contro i neri da
parte del regime dell'apartheid, è emerso che c'era un ben
preciso piano per intossicare e rendere inoffensiva e
condiscendente la maggioranza della popolazione nera
somministrandole in modo massiccio stupefacenti.
Nessuno sa esattamente fino a che punto tale piano sia stato
portato avanti. Ma la Commissione appare convinta che le
attività di intossicazione da stupefacenti condotte dai servizi
speciali dell'apartheid abbiano gettato le basi della piaga
della tossicomania, largamente diffusa tra i neri (ma in realtà
anche tra i bianchi) del Sudafrica odierno.
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