IERI INDICE

6 FEBBRAIO 1968 & 1998
Questo quotidiano pubblica, per ogni giorno del 1998, le notizie più importanti del 1968, ma anche i fatti di oggi che hanno qualche rapporto con gli eventi e le idee di trent'anni fa. Il lettore è invitato a scrivere il suo editoriale e a spedirlo: saranno tutti pubblicati e sottoposti alla discussione comune.
 

 
CINA
Wuhan ripresa dai comunisti

Le autorità centrali del Partito comunista cinese creano il Comitato rivoluzionario nella provincia dello Hubei, abitata da 40 milioni di persone, e, dopo violenti scontri tra guardie rosse ed esercito, riprendono il controllo della città di Wuhan.

GERMANIA
Disoccupati in piazza


Hanno bloccato la Porta di Brandeburgo a Berlino, hanno sfilato per Dortmund dentro a sacchi della spazzatura. Decine di migliaia di disoccupati hanno manifestato ieri in una settantina di cittā tedesche proprio mentre l'Ufficio Federale per il Lavoro rendeva note le cifre sulla disoccupazione registrate a gennaio, che battono ogni record post-bellico: sono quasi 5 milioni i senza lavoro. Raduni, sit-in, occupazioni degli uffici di collocamento e cortei contro un governo che non trova soluzioni.

GERMANIA OVEST
Gli studenti occupano il rettorato di Bonn. Il presidente della repubblica Luebke č da loro definito "costruttore di campi di concentramento".

GHETTI IN FIAMME

Negli Stati Uniti, le autorità giuridiche dello stato del New Jersey esaminano la possibilità di aprire un'inchiesta sul comportamento della guardia nazionale durante la rivolta del ghetto negro di Newark.
ITALIA
Si aggrava al Sud l'epidemia di meningite.

UNIVERSITA' - ITALIA

In risposta alle minacce del rettore D'Avack, che aveva dichiarato l'intenzione di fare intervenire la polizia, gli studenti romani occupano anche Giurisprudenza, Scienze politiche e Statistica.
Solidarietà dell'Associazione dei professori incaricati e di 68 docenti di Fisica.


 

CRISI USA-IRAQ
Preparativi di guerra


Mentre a Washington si litiga sulle modalitā di un eventuale attacco in Iraq, le voci della diplomazia internazionale sembrano avere la meglio sulla linea dura statunitense, appoggiata solo dal premier inglese Blair, che ieri si č incontrato con Clinton alla Casa Bianca. Gli Usa, anche se isolati, si preparano comunque all'attacco dell'Iraq: inviati nel Golfo altri sei caccia invisibili, sei bombardieri B-52 e una terza portaerei. E intanto Saddam Hussein ordina la liberazione dei detenuti per ottenere appoggi.

 

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