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4 settembre
1968 & 1998
Questo quotidiano pubblica, per ogni giorno del 1998, le notizie più importanti del 1968, ma anche i fatti di oggi che hanno qualche rapporto con gli eventi e le idee di trent'anni fa. Il lettore è invitato a scrivere il suo editoriale e a spedirlo: saranno tutti pubblicati e sottoposti alla discussione comune.
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CECOSLOVACCHIA
Ota Sik lascia
Dimissioni di Ota Sik, viceprimo ministro cecoslovacco e
principale economista del nuovo corso. A Belgrado nei giorni
dell'invasione, Sik non è tornato in patria. Gli uomini della
primavera già epurati sono Pave, Cisar, Kriegel, Pelikan, Hejzlar.
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SPAGNA
'Herri Batasuna' cambia nome
Il partito separatista basco 'Herri Batasuna' ha annunciato ieri che si presenterà alle prossime elezioni regionali del 25 ottobre con un nuovo nome, 'Euskal Herritarriok'. Il programma ricalca quello di 'Hb': autodeterminazione per i Paesi baschi e unità territoriale della 'nazione basca' (che comprende anche la Navarra e i Paesi baschi francesi).
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Ota Sik
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MEDIO ORIENTE
Tre bombe esplodono al centro di Tel Aviv: un morto e 59 feriti.
Tentativi di linciaggio di arabi a Gerusalemme e Giaffa.
STATI UNITI
Affidata all'Fbi l'inchiesta governativa sulle violenze della polizia a
Chicago.
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CILE/SVIZZERA
La Svizzera nega l'estradizione di Ortiz
Il rivoluzionario cileno Patricio Ortiz Montenegro, fuggito dal carcere di massima sicurezza di Santiago del Cile a fine '96, non sarà estradato dalla Svizzera nel suo paese. Lo ha reso noto a Berna il ministero della Giustizia elvetico, precisando che la richiesta di estradizione, giudicata "inammissibile", è stata "negata a causa dei rischi di maltrattamenti" a cui Ortiz potrebbe essere sottoposto in Cile. Le autorità elvetiche d'immigrazione hanno concesso un visto provvisorio a Ortiz, che attendeva da un anno in carcere a
Dielsdorf (vicino a Zurigo) di essere espulso o liberato, e lo hanno rimesso in libertà. Dopo la sua fuga spettacolare dal carcere di Santiago, Ortiz, militante del Fronte patriottico Manuel Rodriguez che aveva lottato contro la dittatura del gen. Augusto Pinochet, si era
rifugiato - a quanto si è appreso - in Messico e da lì era arrivato a Zurigo, dove ha una sorella. Ortiz, tramite la sorella, aveva fatto richiesta d'asilo politico alle autorità elvetiche come 'perseguitato'. Ma da Santiago erano arrivati a Berna un mandato di cattura per l'uccisione di un poliziotto, che Ortiz ha sempre negato, e la richiesta di estradizione. Per il rivoluzionario cileno si erano
mobilitate le associazioni svizzere di difesa dei diritti umani e per i rifugiati, oltre ai partiti della sinistra.
BOSNIA
Karadzic in tranquillità
Radovan Karadzic, l'ex capo dei serbi di Bosnia, "passa la maggior parte del suo tempo in un rifugio nel sud-est della Bosnia, presso la frontiera del suo natale Montenegro" e spesso torna a Pale, dove "tutti sanno ma nessuno parla". Il settimanale francese Paris Match attribuisce queste informazioni a una "fonte militare francese di primissimo piano", secondo cui, malgrado l'incriminazione da
parte del Tribunale penale internazionale per crimini contro l'umanità e genocidio, Karadzic si muove liberamente e "non ha
mai lasciato la parte serba della Bosnia-Erzegovina".
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