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2 ottobre
1968 & 1998
Questo quotidiano pubblica, per ogni giorno del 1998, le notizie più importanti del 1968, ma anche i fatti di oggi che hanno qualche rapporto con gli eventi e le idee di trent'anni fa. Il lettore è invitato a scrivere il suo editoriale e a spedirlo: saranno tutti pubblicati e sottoposti alla discussione comune.
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BOLIVIA
Sciopero generale
Negozi e scuole chiusi, blocco dell'attività lavorativa nelle fabbriche cittadine e strade deserte senza neppure il funzionamento dei trasporti pubblici: così la città di La Paz ha vissuto ieri uno sciopero di 24 ore organizzato da organizzazioni di base per protestare contro gli aumenti delle tariffe di acqua e corrente elettrica e delle tasse sugli
immobili.
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CECOSLOVACCHIA
La Tass, seguita da Pravda e Literaturnaja Gazeta, attacca con estrema durezza i dirigenti cecoslovacchi. A Praga si riunisce il presidium, in vista di un prossimo incontro con i sovietici a Mosca.
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AFRICA
Il presidente del Congo Mobutu annuncia che Pierre Mulele, eroe della guerra anticoloniale e ministro con Lumumba, sarà processato per crimini di guerra. Mulele era stato fatto rientrare dall'esilio con la promessa di una piena riabilitazione.
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MESSICO
Piazza delle Tre Culture, trenta anni dopo
Il Messico ricorda oggi il trentesimo anniversario della manifestazione studentesca di piazza delle Tre culture, dove in pieno '68 l'esercito
massacrò oltre 300 giovani. La pacifica manifestazione studentesca aveva come motto "libertà e democrazia". Vi partecipò anche l'attuale capo di stato Ernesto Zedillo che allora simpatizzava col movimento contestatario e che ora è al centro di polemiche per la politica repressiva condotta in Chiapas. Dice lo storico Enrique Krauze: "Si è trattato di un crimine enorme, un sacrificio inutile e ingiustificabile, un atto di terrorismo da parte dello stato contro un movimento studentesco che non era mai ricorso alla violenza". A spiegare la strage vengono tuttora presentate varie ipotesi. L'ipotesi di un tentativo
di colpo di stato non si può ancora escludere.
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