Il sessantotto bagna Napoli, archivio in progress
di MIRELLA ARMIERO
il manifesto, 26 giugno 1998
Il Sessantotto a Napoli ha avuto una sua specificità, anticipando
in qualche momento la direzione che il movimento prese a livello
nazionale, mentre altre volte rimase protesta periferica. I
percorsi del Sessantotto napoletano sono stati rintracciati con
precisione documentaria e ricchezza di dettagli, grazie
all'iniziativa "Napoli frontale" - che si è conclusa ieri, ma che
rimane aperta ai contributi e agli arricchimenti - di cui vale la
pena fare un bilancio e render conto del percorso.
La manifestazione si è articolata in tre sezioni. Alla Biblioteca
nazionale è stato esposto materiale fotografico e documentario.
Una mostra dedicata a teatro, arti visive e letteratura, con un
allestimento ristretto ma curato, è stata ospitata negli spazi
del complesso di Santa Maria la Nova. Infine Palazzo Giusso è
stata la sede della rassegna cinematografica, con la proiezione
dei capolavori che trent'anni fa animarono il dibattito politico
e culturale, da Relazioni pericolose di Roger Vadim a
La Battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo.
L'operazione (coordinata da Gianfranco Borrelli, docente alla
facoltà di Filosofia dell'Università "Federico II") si è
programmaticamente proposta come iniziativa lontana dalla
ricostruzione "archeologica" di un momento storico ormai
archiviato. La promessa, almeno in parte mantenuta grazie ai
dibattiti e alle conferenze organizzati a lato delle esposizioni,
era quella di contribuire alla riapertura di discussioni rimaste
per troppo tempo in sospeso. Ad esempio si è insistito sulle
categorie del "politico" e dell'"impegno", non solo rievocate nei
ricordi, ma applicate alla situazione del presente. La mostra ha
inteso, come scrivono i curatori, "rimettere in pubblico - non
alla fruizione spettacolare, ma piuttosto alla comunicazione
politica - materiali rimossi, imbalsamati nell'accademia e nelle
nostalgie".
Un'occasione per dare, attraverso la partecipazione degli
animatori dei fatti di trent'anni fa, una giusta valutazione
degli eventi nella memoria cittadina. I protagonisti e i luoghi
di quegli anni ci sono tutti: nella mostra documentaria sono
ricordati momenti chiave del biennio '67-'68 a Napoli, dalle
conferenze di Roland Barthes all'Istituto Francese alle
performances di Living Theathre, dagli incontri con Allen
Ginsberg alle attività dei teatri off di via Martucci (Teatro
Instabile e Teatro Esse) e di quello di Mario Santella, dalle
mostre di Kounellis e Beyus alle conferenze nella Saletta Rossa
di Guida.
Il materiale esposto andrà ora a costituire un fondo permanente
nella Biblioteca Nazionale di Napoli. Questa sezione della mostra
rimane aperta, cioè costituisce un work in progress da arricchire
con contributi che verranno via via aggiunti. E per chiarire in
modo definitivo il senso della manifestazione c'è il "Manifesto
frontale" pubblicato in apertura al catalogo, in cui si respinge
la "ricostruzione annalistica" e si abbraccia con entusiasmo la
visione dell'"arte impegnata".
www.media68.com | febbraio 1998
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