Com'è attuale il Sessantotto senza l'ombra di Lenin
di PAOLO MEREGHETTI Se l'utopistica
visione che anima gli estensori del manifesto di Port Huron (quello di cui «Drugo»
Lebowski si attribuisce la paternità nel bel film dei fratelli Coen. E anche questo la dice
lunga sul bisogno odierno di recuperare scelte radicali di ieri), se l'idea di un'università
madre di tutti i cambiamenti sociali è violentemente contraddetta solo pochi anni più tardi
dalle sarcastiche analisi antiborghesi fatte a Parigi, Berlino o Torino, il bisogno di rigore
morale degli studenti americani e la lotta contro il conformismo culturale di quelli europei
sono lezioni che mantengono ancora intatto il loro valore. E che oggi meritano di essere
rimeditate. Proprio da chi è coinvolto in prima persona nella grama situazione universitaria
italiana. Con un po' di ideologia in meno, ma con altrettanta passione e rigore.
www.media68.com | febbraio 1998
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IL LIBRO DEL GIORNO: AUTORI VARI
IL '68 SENZA LENIN
EDIZIONI e/o
Pagine 185, lire 10.000
Non fatevi ingannare dal titolo. Il '68 senza Lenin è molto di più di quello che il titolo e il
sottotitolo («La politica ridefinita») dicono. E soprattutto è molto più attuale di quello che
una scorsa all'indice potrebbe far supporre. Il volumetto, infatti, ripropone una serie di
testi e documenti legati alla rivolta giovanile, da quelli quasi «preistorici» di Port Huron
(1962) e del «Free Speech Movement» di Berkeley (1965) ai saggi di Rudy Dutschke,
Guido Viale e Daniel e Gabriel Cohn-Bendit (1968) passando per le rivendicazioni degli
studenti situazionisti di Strasburgo (1966) e degli allievi di don Milani alla scuola di
Barbiana (1967). I testi sono proposti senza commenti, note o contestualizzazioni varie (se
si esclude una breve, e personalissima, introduzione del curatore Goffredo Fofi e, in
appendice, il saggio di Carlo Donolo sull'antiautoritarismo del movimento studentesco
pubblicato, sempre nel 1968, sui «Quaderni Piacentini»): solo i documenti puri e semplici,
lasciati all'intelligenza e all'interpretazione del lettore. Se ne potranno certamente
sottolineare le tante ingenuità (del senno di poi...), ma anche le molte intuizioni, soprattutto
sul ruolo dell'università e sulla contraddittoria condizione dello studente.
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