IL LIBRO DEL GIORNO: AUTORI VARI
IL '68 SENZA LENIN
EDIZIONI e/o
Pagine 185, lire 10.000

Com'è attuale il Sessantotto senza l'ombra di Lenin

di PAOLO MEREGHETTI

Non fatevi ingannare dal titolo. Il '68 senza Lenin è molto di più di quello che il titolo e il sottotitolo («La politica ridefinita») dicono. E soprattutto è molto più attuale di quello che una scorsa all'indice potrebbe far supporre. Il volumetto, infatti, ripropone una serie di testi e documenti legati alla rivolta giovanile, da quelli quasi «preistorici» di Port Huron (1962) e del «Free Speech Movement» di Berkeley (1965) ai saggi di Rudy Dutschke, Guido Viale e Daniel e Gabriel Cohn-Bendit (1968) passando per le rivendicazioni degli studenti situazionisti di Strasburgo (1966) e degli allievi di don Milani alla scuola di Barbiana (1967). I testi sono proposti senza commenti, note o contestualizzazioni varie (se si esclude una breve, e personalissima, introduzione del curatore Goffredo Fofi e, in appendice, il saggio di Carlo Donolo sull'antiautoritarismo del movimento studentesco pubblicato, sempre nel 1968, sui «Quaderni Piacentini»): solo i documenti puri e semplici, lasciati all'intelligenza e all'interpretazione del lettore. Se ne potranno certamente sottolineare le tante ingenuità (del senno di poi...), ma anche le molte intuizioni, soprattutto sul ruolo dell'università e sulla contraddittoria condizione dello studente.

Se l'utopistica visione che anima gli estensori del manifesto di Port Huron (quello di cui «Drugo» Lebowski si attribuisce la paternità nel bel film dei fratelli Coen. E anche questo la dice lunga sul bisogno odierno di recuperare scelte radicali di ieri), se l'idea di un'università madre di tutti i cambiamenti sociali è violentemente contraddetta solo pochi anni più tardi dalle sarcastiche analisi antiborghesi fatte a Parigi, Berlino o Torino, il bisogno di rigore morale degli studenti americani e la lotta contro il conformismo culturale di quelli europei sono lezioni che mantengono ancora intatto il loro valore. E che oggi meritano di essere rimeditate. Proprio da chi è coinvolto in prima persona nella grama situazione universitaria italiana. Con un po' di ideologia in meno, ma con altrettanta passione e rigore.

TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA 

 

www.media68.com | febbraio 1998