GENERAZIONI

E i figli dissero: sia maledetto il Sessantotto

di ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI

il Corriere della Sera, 9 maggio 1998, pag. 26

«E' tutta colpa di Fidel», ovvero come il Sessantotto ha sconvolto l'ordinata esistenza di due bambine di buona e tradizionalissima famiglia romana. Domitilla Calamai, giovane scrittrice esordiente, racconta nel suo primo romanzo molto autobiografico (pubblicato in questi giorni da La Tartaruga) le conseguenze che la conversione politica dei suoi genitori ha avuto sulla vita sua e di sua sorella, bimbe fino allora tirate su a forza di signorine inglesi, merende nel parco e vestitini di velluto. Nel suo ricordo, sia pure costantemente segnato dall'ironia, una bomba, una guerra, un terremoto non avrebbero potuto provocare maggiori sconquassi.

Quando il padre, brillante e ben pagato ingegnere, toccato dal vento sessantottino, decide di lasciare il lavoro per fare il sindacalista a tempo pieno, e la madre, fragile ed elegante signora dei salotti, rinnega le pellicce, le nurse inglesi, le merende nel parco nonché gli stessi suoi salotti, sulle prime le bimbe sono entusiaste dell'interessante cambiamento, solleticate e divertite dal nuovo clima di libertà che si diffonde in casa. Con l'andare del tempo, però, le cose cambiano un po' troppo radicalmente per i loro gusti, anche perché i genitori, in linea con le nuove convinzioni o, meglio, con il nuovo stipendio da sindacalista, lasciano il bell'appartamento nel prestigioso palazzo d'epoca e si trasferiscono in una comune, che le due piccole, con saldissimo spirito conservatore tipico dei bambini, trovano sporca, disordinata, caotica e assai poco accogliente.

In quegli «anni formidabili» è successo insomma anche di questo, fulmine che dal cielo serenissimo di due sorelline ha portato via sicurezza, lindore e spensieratezza, introducendovi il disagio di vivere, magari salutare, ma forse più in teoria che in pratica.

Quel che è seguito poi, il progressivo allontanamento tra i due genitori, con contorno abbastanza vorticoso di rispettivi nuovi fidanzati e fidanzate, conclusosi con la separazione finale, probabilmente non si può mettere tutto in conto al Sessantotto. Tuttavia si sente che l'autrice di «E' tutta colpa di Fidel», sia pure senza mai perdere il sorriso dalla prima pagina all'ultima, è fermamente convinta del contrario.

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www.media68.com | febbraio 1998