'68, le mozioni della rivolta
di SILVANA SILVESTRI
il manifesto, 29 aprile 1998, pag. 24
Terza puntata alle ore 23.55 su Raitre del programma di Silvano Agosti sul '68. Dalla "battaglia" di Valle Giulia alla panca dei fascisti su Oreste Scalzone, fino alle manifestazioni degli operai. Commentano le immagini il cantautore Paolo Pietrangeli e Bruno Trentin
La terza puntata di Trent'anni di oblio (stasera su Raitre, ore 23.55), il programma sul '68 di
Silvano Agosti, è ancora arricchita dalla presenza dei compagni che nelle puntate precedenti si sono
idealmente riuniti intorno al video dove passano i materiali montati da Agosti con un taglio
decisamente politico: molto movimento, volti poco riconoscibili. Oreste Scalzone, Franco Piperno,
Massimiliano Fuksas: ognuno di noi rivedendoli ha guardato anche dentro di sé e non si è scoperto
troppo diverso da quella stagione creativa (continua a scorrere sotterranea diceva Piperno con un
certo suo tono filosofico).
Bernardo Bertolucci metteva qualche distanza: "Io, dice, ero un revisionista, ero del Pci, ma ho
partecipato soprattutto quando si sono uniti a noi gli operai" e ricorda Pasolini che odiava gli studenti
e amava i poliziotti. A tutti gli extraparlamentari, invece, Oreste Scalzone riesce ancora a far fare un
minuto (autentico) di silenzio per ricordare tutti gli uomini e le donne morte dopo il '68 per un mondo
migliore. E Fuksas, architetto oggi di pregio che prova tristezza a guardare le immagini (gli artisti
guardano sempre al futuro) riesce a suggerire di fabbricarlo "insieme" questo futuro. Era il movimento
a dare forza e la repressione ha colpito facendo desiderare la solitudine o costringendo all'isolamento
forzato.
A guardare i filmati della nuova puntata e commentarli ci sono Paolo Pietrangeli e Bruno Trentin.
Come nelle altre puntate Agosti con un suo tocco speciale ne fa un'occasione poetica oltre che
politica. Con semplicità Agosti dice di avere illuminato i suoi protagonisti con la sola luce delle
immagini, ma dentro c'è la presenza ancora costante in un processo non interrotto. Pietrangeli oggi
regista tv era la colonna sonora del movimento: Contessa, o la canzone su Valle Giulia ("...non
siamo scappati più"), ma anche un poderoso braccio. Nel rivedere la giornata di Giurisprudenza,
quando i fascisti gettarono una panca in testa a Scalzone che si ruppe l'osso del collo, gettarono una
panca anche su di lui che gli stava accanto, ma la panca si spaccò sulla sua schiena. Si trattava di far
uscire i fascisti dalla facoltà: "volevamo liberare la facoltà e liberare il mondo" dice Pietrangeli.
In un'apoteosi di manifestazioni operaie dell'autunno caldo Bruno Trentin rivede il video dei suoi
interventi per una piattaforma rivendicativa "sacra ed inviolabile" pronti "alla lotta dura, inesorabile,
continua" e le assemblee dove gli operai prendevano la parola ("oggi ognuno può dire la sua
opinione") per una vita più civile e più umana e cantavano slogan contro la tv e come riportava le
lotte (televisione servi del padrone). Cosa significava "Potere operaio" che gridavano gli studenti?
Per gli studenti significava che rispetto al circolo vizioso di lavorare per vivere e vivere per lavorare
ci doveva essere una lotta sistematica per lavorare meno e che questo era la rivoluzione, come dice
Scalzone, o l'idea di mettere in mano a quelli che lavorano il controllo della società, come ricorda
Piperno. Trentin dice che per gli operai "potere operaio" significava contare di più sul posto di
lavoro, avere le possibilità di incidere sulle decisioni del padrone che allora erano considerate
indiscutibili. Se la democrazia non è entrata in fabbrica, nei posti di lavoro o nella scuola, il
sessantotto è stato solo un inizio.
Nelle prossime puntate, una ad ogni fine del mese per tutto il '98 ci saranno ancora Capanna,
Bellocchio, Ravera, Nuto Revelli, Clara Sereni, Nicola Piovani che è autore delle musiche del
programma (lui c'era), Romano Frassa, Rossanda, Fo e Rame, Bruno Attilio, Venditti, Tommasini,
Annabella Miscuglio e Alberto Grifi. Senza dimenticare Sofri, Bompressi e Pietrostefani.
www.media68.com | febbraio 1998
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Stasera in tv
"Trent'anni di oblio", materiali inediti sul movimento
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