Una data tutta da scoprire
di C. PI.
Voci di figli: quelli che trent'anni fa, o giu di lì, erano ancora in fasce
il manifesto, 14 aprile 1998, pag. 24
Maggio 68-maggio 98. Trent'anni, e come tutte gli anniversari anche quello sulla data più "esplosiva" della storia recente,
vede moltiplicarsi eventi di ogni genere, tutti con l'aspirazione-pretesa-desiderio di rendere una
memoria più o meno "vera" di quegli anni. E, come in ogni anniversario, anche per quello che celebra
la ribellione in nome dell'"immaginazione al potere" il rischio di finire nelle maglie della retorica esiste.
Perché al di là delle icone evergreen che hanno navigato tra le generazioni, i ritorni di tendenza, le
sovrimpressione di stili tra Sessanta-Settanta e street-style, i pantaloni larghi in fondo e il gusto per la
musica pop, resta aperto un quesito: a chi nel 68 e dopo nasceva, alle generazioni insomma "figlie",
cosa è arrivato? Ma soprattutto, che ne è stato di quella magica essenza radicale di piacere, libertà,
gusto di vita?
Così da situazionisti di fine millennio quelli degli "Inrockuptibles" hanno affidato il racconto del 68 a
tre scrittori "polar" - il genere ci dicono che in Francia, dopo il maggio, meglio ha assimilato l'energia
della rivolta - Marc Villard, Bertrand Delcour, Jean-Bernard Pouly, il racconto di un trentennale
fatto vivere però oggi. Un po' come a Milano l'idea messa in atto da altri "situazionisti" sessantottini
di fine millennio, quali Tiziano Scarpa, Aldo Nove, Tommaso Labranca che della disscrazione di
codici e linguaggio hanno fatto la loro poetica, oltreché l'arma per raccontare un 68 davvero inedito
e da scoprire.
www.media68.com | febbraio 1998
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