Oggi show sul film. Raidue: è tempo di neoromanticismo, no alle trite rievocazioni politiche. Capanna: indegno

Freccero: il Titanic affonda il Sessantotto

di GIUSEPPINA MANIN

il Corriere della Sera, 12 aprile 1998, pag. 26

«Raidue? Somiglia al Titanic». Panico tra gli spettatori: che stia affondando? «Ma no - s'affretta a smentire Carlo Freccero che ne regge il timone - intendo solo dire che la mia Rete è in sintonia col gusto neoromantico del kolossal di Cameron, che, come il film, è lo specchio dello spirito dei tempi, delle tensioni e degli slanci di fine millennio».

«Anzi - rincara -, la forza di "Titanic" è tale da cancellare ben altri eventi. Le celebrazioni del '68, per esempio. Perciò preferisco dedicare uno speciale di due ore a questo film epocale piuttosto che a trite rievocazioni stile "Grande freddo". Al '68 però riserverò qualcosa: 20 minuti di riprese dei funerali di Primo Moroni, simbolo di quegli anni. Una morte emblematica. Il resto è silenzio». Paolo Limiti è avvisato: arduo è il compito che lo spetta stasera, alle 20.50 su Raidue, con «Speciale Titanic». A dargli man forte un'intervista inedita a Di Caprio e due ospiti: l'attrice Hanna Schygulla e la cantante francese Emma Shapplin.

Ma intanto le dichiarazioni di Freccero, maestro nell'arte del paradosso, rimbalzano. «Tutto ciò è ridicolo e indegno - sbotta Mario Capanna -. Ridicolo perché il '68, per radicalità di obiettivi e quantità di masse partecipi sotto ogni cielo, è il più grande movimento planetario di trasformazione. Occultarne la memoria, il significato storico, oltre che ridicolo è colpevole. Indegno, perché la Rai è pagata dai cittadini e ha il dovere di far conoscere. Freccero rifletta: la sua scelta prosegue quella fatta dalla Rai di 20 anni fa che non trasmise niente di quelle lotte proprio per non far conoscere».

D'altro avviso Enrico Mentana, direttore del Tg5. «Capisco Freccero: le celebrazioni danno l'orticaria anche a me. Del '68 ci siamo già sciroppati i 10 anni, i 20, i 25... Insistere mi sembrerebbe necrofilia. Per gli appassionati ci son già le benemerite trasmissioni di Zavoli». Sul tema, sempre dal fronte Mediaset, Gori, Liguori, Costanzo nicchiano: non ci abbiamo ancora pensato, certo se venisse una buona idea...

Non si fa cogliere impreparata Raitre. Frammenti del '68 sono il filo conduttore di «Trent'anni di oblio», serie a cura di Silvano Agosti che il 29 aprile avrà la sua puntata conclusiva. E sull'argomento Minoli sta preparando una bollente puntata di «Mixer». «L'informazione "drogata" non mi interessa. Penso che riparlare del '68 in modo serio sia necessario», sostiene a sua volta Tamberlich di «Tv7».

Ma intanto su Raiuno è in arrivo un documento da non perdere. Sollecitato da una celebre fotografia dove una ragazza, subito ribattezzata «la Marianna del '68», sventola la bandiera del Maggio francese. Paolo Frajese, con gli altri corrispondenti da Parigi, sta cercando di rintracciare lei e gli altri volti di quell'immagine per scoprire, 30 anni dopo, che ne è stato di loro. «Diseredata dal nonno, un lord inglese che la riconobbe e si arrabbiò moltissimo, quella donna vive oggi in Normandia e si occupa di musica. Come per tanti altri, quel 13 maggio '68 ha cambiato la sua vita. Quanto a Freccero, si sa, parla per paradossi. Spesso geniali, ma a cui non crede lui per primo».*

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www.media68.com | febbraio 1998