E Zavattini scatenò il '68
di TULLIO KEZICH
il Corriere della Sera, 3 marzo 1998, pag. 35
I peccati del '68 - 38 pagine da conservare» strilla in copertina «l'Espresso». Ne vale la pena perché lo «speciale», a cura di Enzo Golino, propone un gustoso fritto misto di opinioni. Stupisce però l'assenza di riferimenti alla contestazione della Mostra di Venezia, che infiammò le giornate di fine agosto. Perfino la cronologia a cura di Franca Cataldi (ma li avrà sfogliati i quotidiani?) salta a pie' pari uno degli episodi più pittoreschi di quel periodo.
Fra l'altro la battaglia del Lido risulta uno dei pochissimi eventi sessantotteschi di cui non furono protagonisti i giovani, anzi si può dire che i generali in capo furono un paio di grandi (quasi) vecchi: da una parte Luigi Chiarini (classe 1900), asserragliato nel Palazzo del Cinema e difeso dalla Celere, dall'altra Cesare Zavattini (1902), che al grido di «mostra libera!» comandava i cineasti assedianti.
Tra i due litiganti spiccò il nevrotico pendolarismo di Pier Paolo Pasolini (anche di questo si tace nell'articolo a lui dedicato da Gian Carlo Ferretti), che prima concesse «Teorema» alla Mostra, poi lo ritirò e infine non si scaldò più di tanto quando il film fu proiettato e concesse a Laura Betti di ritirare la Coppa Volpi per la migliore attrice nell'aborrita cerimonia della premiazione.
L'atteggiamento altalenante di PPP fu tanto bizzarro che il poeta stesso, con uno snobismo autocritico che altri non ebbero, si qualificò «pazzo e buffone». Nel suo complesso l'episodio veneziano è difficilmente valutabile perché da anni Chiarini si batteva per qualcosa di simile a ciò che i contestatori chiedevano: una rassegna culturale priva di condizionamenti di mercato.
Se si fosse aperta una trattativa, l'accordo si sarebbe trovato; e invece si volle andare a uno scontro tra il rischioso e il grottesco che vide tutti vincitori in apparenza e sconfitti nella sostanza. Chiarini salvò la Mostra, ma fu la sua ultima; e la contestazione vinse la guerra, ma aprì la strada alla lottizzazione della Biennale. Di tutto ciò su «L'Espresso» non c'è una parola.
www.media68.com | febbraio 1998
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CINEMA & POLITICA.
Un inserto dell'«Espresso» sulla contestazione si dimentica di Venezia
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