Sognavamo la rivoluzione e adesso ci rifugiamo nella New Age
di CATERINA SCADUTO
lettera a Liberal, 5 marzo 1998, pag. 206
C'è nel nostro Paese un certo numero di persone accomunato da un percorso di esperienze e approdato a esiti poco linerali rispetto alla propria storia.
Vicini oggi ai cinquanta, nel Sessantotto vissero intensamente i fremiti di quella rivoluzione.
Costruirono famiglie in «orizzontale» rispetto a quelle di provenienza, il femminismo divenne religione, il sindacato il garante della giustizia sociale, la politica - quella del Pci e dintorni - il naturale sbocco della propria ideologia e della propria cultura. Anche le scelte professionali si operarono in linea con il resto. Il rifiuto della società dei consumi (il vangelo era Scritti corsari) si tradusse in scelte spesso poco redditizie. Vennero gli anni Ottanta: rampanti, roboanti, neoliberisti, dei socialisti al potere, del made in Italy. Molti coetanei si erano stabilmente inseriti nerl sistema, corrompevano e si facevano corrompere. L'orgoglio della diversità reggeva alto, i temi della lotta alla mafia e l'anticraxismo erano potenti discrimanti tra errore e virtù.
L'ultimo momento di aggregazione politica fi la scelta di area, prevalentemente occhettiana, nella sfaldatura del vecchio Pci.
Tangentopoli, l'avvento della Seconda Reapubblica e la sinistra al governo ne scandirno le certezze.
Tali eventi oltre a deideologizzarli li hanno polverizzati in individualità da New Age, in Siddartha capaci di «pensare, aspettare, digiunare» lungo il fiume della vita eterno e nuovissimo in ogni sua goccia.
E le donne? Dismessi i gonnelloni femministi, hanno rimesso il reggiseno, in blazer e decolleté hanno riscoperto la seduzione. L'originario femminismo, fallito come movimento, si è stemperato in senso comune, sempre però difficile da gestire, in famiglia, con i figli, nel lavoro da dividere faticosamente con le cure domestiche.
In politica hanno tentato di sottrarsi ala discriminazione, assicurandosi quote di rappresentanza, ma nell'esercizio del potere hanno visto il trionfo di quante si sono imposte asessualmente e a volte brutalmente.
Uomini e donne, che però tutto sommato non vorrebbero essere diversi da come sono, consapevoli, critici, privi di chiusure che imparano a vivere meglio innanzitutto con se stessi.
CATERINA SCADUTO, Caltelvetrano (Trapani)
www.media68.com | febbraio 1998
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Poi cadde il muro di Berlino, cominciò l'era dei dubbi.
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