THE BEATLES di ERNESTO ASSANTE
La Repubblica, 16 febbraio 1998 pag. 25
"Mangiavamo vegetariano, facevamo meditazione e scrivevamo canzoni"
SONO passati trent'anni da quando, il 16 febbraio del 1968, i Beatles partirono alla volta di Rishikesh, in India, per raggiungere il loro guru, Maharishi Mahesh Yogi. Quel viaggio segnò una tappa importante nello sviluppo della musica del gruppo e nella geografia spirituale dei giovani di quegli anni. I Beatles scoprivano l'India, la sua musica e la sua cultura, e con loro lo faceva un'intera generazione. In realtà il rapporto con la musica indiana per George Harrison era iniziato molto prima, nel 1965, quando David Crosby gli aveva consigliato l'acquisto di un album di Ravi Shankar, grande maestro del sitar. George restò affascinato dalla musica indiana e convinse gli altri del gruppo, durante il tour in Asia di quell'anno, a far tappa per la prima volta in India. Ci rimasero quattro giorni, e a Nuova Delhi, George acquistò il suo primo sitar. Poche settimane dopo, Harrison ebbe modo di conoscere Ravi Shankar: "Si offrì di darmi una mano per capire le basi dell'uso dello strumento. Cominciai ad ascoltare moltissima musica indiana e per i successivi due anni toccai la chitarra solo poche volte, se non per registrare con i Beatles. Avevo tutto quello che volevo: soldi, fama, amore, successo, amici. Ma volevo qualcosa di più. E proprio nel momento in cui avevo questo desiderio mi apparve Ravi Shankar, la musica indiana e una filosofia che non conoscevo. Pochi mesi dopo partii di nuovo per l'India con mia moglie Patti e mi trattenni per un mese. La mia vita stava cambiando. Lì mi sentivo a casa". Poi, nell'agosto del 1967, un amico di Harrison, David Winnie, lo invitò a una conferenza di Maharishi Mahesh a Londra. "Diceva che con un semplice sistema, quello della meditazione per 20 minuti al giorno, si poteva migliorare la nostra vita. Lo incontrammo alla fine della conferenza, ci invitò ad andare a trovarlo ancora, quel fine settimana, nel Galles. Restammo con lui alcuni giorni e fu davvero fantastico. Ascoltavamo le sue conferenze, studiavamo la filosofia indiana", racconta Paul. Il 1968 iniziò, per i Beatles, sotto il segno dell'India e della sua filosofia, alla quale tutti sembrarono interessati. George partì da solo, il 7 gennaio, per Bombay, per completare la colonna sonora del film Wanderwall e registrare alcuni raga da utilizzare nelle canzoni dei Beatles. Dopo il suo ritorno, il 16 febbraio, tutto il gruppo partì per Rishikesh. Al viaggio partecipò anche un gruppo di artisti del quale facevano parte, tra gli altri, alcuni componenti dei Beach Boys, il cantautore inglese Donovan e l'attrice americana Mia Farrow. Destinazione Rishikesh, ai piedi dell'Himalaya, dove il Gange abbandona la montagna e si apre verso una splendida valle. "Facevamo la vita dei reclusi", ricordò Lennon in un'intervista a Playboy, "mangiavamo dell'orrendo cibo vegetariano e praticavamo la meditazione trascendentale. Ma soprattutto scrivevamo canzoni". Se c'è un motivo per cui il viaggio in India dei Beatles merita di essere ricordato è per il gran numero di canzoni che prese forma nella tranquillità di Rishikesh. Più di trenta composizioni, gran parte delle quali furono pubblicate nel White Album. Alcune sono legate a doppio filo al viaggio, come Dear Prudence, scritta da Lennon e dedicata alla sorella di Mia Farrow, che aveva preso la meditazione talmente sul serio che non usciva più dalla sua piccola capanna. "Andammo io e George a cercare di convincerla", ricordò Lennon, "dicendole, cara Prudence perché non vieni fuori a giocare?". Altre canzoni hanno una connessione meno evidente ma altrettanto forte, come Yer blues e I'm so tired di Lennon; alcune sono ironiche come Sexy Sadie, dedicata al guru, e Happy Rishikesh song, mai pubblicata su disco, oppure hanno soltanto una connessione casuale, come Back in the Ussr, suggerita a Paul a Rishikesh da Mike Love dei Beach Boys, o Wild honey pie, nata da un coro collet
tivo sul Gange. E tra i capolavori "indiani" vanno anche annoverate Blackbird e While my guitar gently weeps. Molte altre canzoni non incise all'epoca, hanno visto la luce nei dischi solisti dei quattro, come Jealous guy, la cui melodia fu scritta da Lennon proprio a Rishikesh. Altre ancora esistono solo nei dischi pirata, come i nastri registrati con Mike Love dei Beach Boys e le riprese effettuate dal nostro Tv7, dove i Beatles intonano Hare Krishna e Blowin' in the wind di Dylan. Ringo restò dal Maharishi solo due settimane, Paul un mese, George e John quasi tre mesi. Per tutti l'esperienza fu interessante, anche se le molte attenzioni sessuali da parte dell'entourage del guru e del Maharishi stesso per le ragazze dei Beatles, insinuarono in tutti dei dubbi. McCartney da allora è diventato vegetariano, Lennon per qualche tempo rimase legato alle filosofie orientali, Ringo ha perso interesse in breve tempo. Solo Harrison ha conservato il suo amore per la musica indiana, coltivando la sua amicizia con Ravi Shankar. Per il Partito della Legge Naturale del Maharishi ha realizzato uno spettacolo dal vivo, nel 1979.
www.media68.com | febbraio 1998
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Il 16 febbraio di trent'anni fa il quartetto partiva per l'India aprendo la strada a una generazione
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L'incontro con il loro guru fu la tappa pił importante della carriera dei Fab Four.
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