DISCUSSIONE   
     
 
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Feb 16, 1998, 23:43
il nuovo simbolo della cosa2 è veramente brutto
[anonimo]  

Feb 16, 1998, 22:07
IO nel 1968 ci avrei voluto esserci ma non ci ero ancora nato
g.cardillo@aliseo.it  

Feb 16, 1998, 13:31
grandi idee
[anonimo]  

Feb 15, 1998, 21:03
Spettacoli a stelle e strisce
tornano a sfrecciare i B52 insieme ai nuovi ordigni pronti al collaudo, sintesi di vecchio e nuovo nel sempre uguale del terrorismo internazionale yankee, nella ennesima riproduzione in serie della guerra spettacolo che si concede persino il lusso di rispettare la pausa sportiva di Nagano, perchè uno spettacolo non offuschi l'altro, sarebbe un cattivo investimento di immagine. e intanto nasce la cosa 2, le magnifiche sorti e progressive della sinistra ufficiale nell'era della globalizzazione. locale e globale uniti nell'infamia. che fare perchè la memoria non resti l'unica forma di RESISTENZA?
tamerlan  

Feb 15, 1998, 17:44
Bella iniziativa, ma quanti nostalgici! Io trovo che oggi tutto è combiato, il 68 mi ha combiato la vita e gli ha fatto prendere un percorso sicuramente più cosciente e straordinario. Mi ha dato le basi per capire e modificarmi e vivere con intensità. Ma se riguardo i documenti di allora non posso non sentirli legati strettamente a quel tempo e sicuramente non attuali. W il 68, ma come un bivio lontano che ci ha fatto prendere strade nuove...ma non torniamo indietro!
Bruna  

Feb 14, 1998, 22:30
CI HANNO ESILIATO, ma non ci hanno sconfitto
Pensano di averci "regalato" comode pantofole e democrazia ma molti di noi sanno, e potranno, ancora "indossare" i vecchi "simboli" quali anfibi, esckimo e tutto ciò pensavamo ci servisse per conquistare la nostra vera, e rossa (si ero, sono e sarò comunista) primavera.
Maurizio Milanese  

Feb 14, 1998, 22:30
Compagni del 68 perché ce ne stiamo appollaiti sui nostri divani quando una delle gradi voci del movimento sta marcendo in galera!!!!! FAcciamo subito qualcosa, muoviamoci.... Liberiamo SoFri e compagni.
[anonimo]  

Feb 14, 1998, 22:30
La memoria storica vive anche di testimonianze, laddove possibili, dirette. La mia generazione, quella che aveva diciottanni nel '68, in ogni sua manifestazione vive con i segni, non solo positivi, di quell'esperienza, e deve a mio avviso sforzarsi di evidenziarli.
Per capire, per aiutare a capire, ma soprattutto per informare.
Tanti cambiarono, tanti sono rimasti cambiati.
Tanti hanno continuato a cambiare.

Era tanto il disordine sotto il cielo.
E la situazione, per un pò, fu eccellente.
Eccellente almeno per quanti sentirono di essere collettivamente protagonisti, almeno per una volta nella vita, di un cambiamento che usciva dal limitato contorno personale.

Conoscere il "disordine" di allora, e "l'ordine" di adesso, può essere utile.
Conoscere la forza di allora e l'attuale debolezza.
Conoscere la dimensione di massa di allora, il radicamento di allora, e l'attuale minoritarismo delle idee di giustizia sociale.
Senza celebrazioni: quelle lasciamole a coloro i quali si illudono di avere vinto su di noi.
Ma ci sono segni, mutamenti, e perchè no, ricordi ancora vivi e pulsanti. come quando arrivammo a dimostrare che il potere in apparenza è terribile, ma in realtà non è così forte, invincibile. Il popolo è veramente potente, i reazionari sono tigri di carta.
Questa fu una grande vittoria, che produsse tanti grandi risultati.
Amedeo  

Feb 14, 1998, 22:30
visto come stanno andando le cose e cioè gli Americani ancora più prepotenti ci portano sull'orlo della guerra mondiale, affamano i popoli rendono sempre più servili i governi a loro devoti. Il liberismo sta passando ormai anche nelle file di quella che chiamano sinistra. I valori che in quegli anno si proclamava non trovano più spazio nemmeno nelle enunciazioni formali. Non pensate tutti che sia l'ora di dissotterrare l'ascia di guerra e tornare a predicare l'utopia e ridare ai giovani almeno la speranza. Comunque complimenti e grazie.
Lorenzo Piovosi  

Feb 14, 1998, 21:35
Importantissimo ridiscutere e rivalorizzare il '68, ma altrettanto importante è tenere i piedi piantati nel '98. La battaglia per le 35 ore e per un vero cambiamento del modo di produzione e di riproduzione (anche della cultura e del sapere) rappresenta uno degli strumenti per mantenere vive le idealità e l'eredità dei movimenti del 1968. Non limitiamoci a celebrare, operiamo con scelte concrete e prive di ambiguità. Il millennio che ci attende può segnare la fine definitiva di quegli ideali o la ripresa della speranza di poter contantare come motori della storia.
[anonimo]  

Feb 14, 1998, 19:10
Letta su una carrozza FFSS per pendolari in quegli anni:
"Dono degli Stati Uniti d'America Il benessere favorisce le libertà"
Speriamo che non lo scrivano anche sulle bombe destinate all'Irak.
[anonimo]  

Feb 14, 1998, 17:58
Nel 68 avevo 20 anni ed avevo appena iniziato l'università (Medicina a Milano). Le idee, la fede, l'utopia mi rivoltarono come un guanto. Tutto quello è entrato a far parte del mio patrimonio genetico e quindi oggi faccio fatica a riconoscere come mio l'ambiente in cui mi trovo a vivere e continuo a non capire come per "molti di allora" sia stato possibile cambiare del tutto, umanamente e, ahime', politicamente. Sarà l'età che mi fa ragionare cosi', oppure l'incipiente arteriosclerosi, oppure...semplice istinto di sopravvivenza?? Magnifica idea il Progetto 68: arricchiamolo delle nostre esperienze e proviamo a lasciare un documento che al 68 di militanza politica e di impegno sociale aggiunga un 68 dei singoli,dei loro singoli pensieri, delle loro singole storie, di come erano e di come e cosa sono diventati ora. Grazie.
[anonimo]  

Feb 14, 1998, 17:53
ha scritto Marino:

> Andiamo avanti solo con le celebrazioni.

a me invece viene in mente una frase dello scrittore Jaime Semprun:

La nostaglia è come la carità ai poveri.
E' quello che si da al passato per non aiutarlo e per non esserne aiutati.
Lippolo  


Feb 14, 1998, 12:14
Andiamo avanti solo con le celebrazioni. Nel 68, il liberismo non aveva vinto; c'era il Vietnam, e il contrappeso dell'Urss all'imperialismo americano. C'era soprattutto l'Utopia e la speranza di cambiare questo mondo. Oggi non c'è rimasta nemmeno la forza di scendere in piazza per protestare contro la nuova aggressione imperialista. Cosa è rimasto del '68 oggi? Me lo chiedo, vedendo Sofri in galera, quel pirla di Liguori leccaculo del berlusca, e Lerner servo del Padrone.
Marino, che nel 68 aveva 11 anni
Sepase@ats.it
 

Feb 14, 1998, 12:49
Come mai non c'è alcuna sezione in lingua tedesca? Non è possibile avviare una collaborazione con delle testate della Germania federale, a.e., Der Spiegel, Die Tageszeitung/TAZ? Collaborerei volentieri.
Manfred H. Teupen, Milano,
E-mail: 100044.1536@compuserve.com

REPLICA DELLA REDAZIONE:
La versione tedesca è prevista sicuramente per il CD ROM, e stiamo appunto discutendo con alcuni degli editori potenzialmente interessati.
Quanto al sito: perché no? Un goccio di tempo per riordinare le idee (la prima riunione 1998 del consorzio Media68 si tiene la settimana prossima).  


Feb 14, 1998, 12:05
'68 Perchè non RITORNI ?
[anonimo]  

Feb 12, 1998, 20:16
E' ora di finirla con questo strapotere degli USA nel mondo! Leggendo degli articoli sull'ultimatum degli Stati Uniti all'Iraq viene, secondo me, spontaneo pensare che il mondo sia tutto in mano loro, e questo non va bene! Ricordiamoci sempre che stiamo parlando di una potenza che ha limitato enormemente l'espansione economica di Cuba imponendo un embargo che dura ormai da più di trent'anni! Per questo, invece di criticare tanto l'Iraq e elogiare gli Usa io penso che bisognerebbe più spesso fermarsi a riflettere su quello che comporta il volere degli Stati Uniti nel mondo.
[anonimo]  

Feb 11, 1998, 21:01
Seri complimenti. Stiamo realizzando un documentario sull'argomento con interviste a persone illustri, ma anche a ragazzi e a gente comune, sulle loro opinioni riguardo al 68, ogni vostro aiuto sarà grande. Per chi desiderasse informazioni: matteofb@tin.it
Matteo Franceschini Beghini - TORINO  

Feb 9, 1998, 16:21
la guerra è il modo più barbaro che l'uomo possa esprimere.
[anonimo]  

Feb 9, 1998, 16:21
Complimenti e qualsiasi collaborazione da noi di
http://www.sofri.org  

Feb 7, 1998, 22:40
Avere una visione confrontabile tra paesi nel 68 mi appare come un'esperienza stimolantissima per comprendere le matrici comuni delle proteste di quegli anni. Realtà onnipresente è quella degli stati uniti, realtà continua di imposizione su ogni livello,politica di frontiera senza rispetto dei popoli,miglior modello di democrazia? Miglior mondo possibile? Grazie 68.
Mercuzio  

Feb 7, 1998, 22:10
Il testo sul 68 americano è particolarmente debole.
Andrebbe rifatto, arricchito, dovrebbe essere meno buttato lì
Luca Marescotti  

Feb 7, 1998, 17:45
nel 1968, nascevo e penso di essere cresciuto secondo gli ideali di allora. grazie a questa iniziativa svilupperò la mia cultura, e scoprirò veramente il significato di quel fantastico mommento storico.
tony  

Feb 5, 1998, 16:56
la pena di morte, è la morte stessa dell'uomo.
[anonimo]  

Feb 5, 1998
La storia si ripete: Anche trent'anni fa di questi tempi gli Americani facevano le stronzate.
"NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA.... TRANNE GLI AMERICANI."
[anonimo]  

Feb 4, 1998, 12:50:14
Se posso esprimere un commento: Eccezionale!
Un bellissimo esempio per fare storiografia uno strumento potente per imparare la storia contemporanea.
Nel 68 avevo 21 anni ed ero studente a Torino e partecipavo alle manifestazioni!
Se ci saranno anche le foto di quella primavera.......
In ogni caso sono qui pronto a collaborare! Mi occupo di Ricerca didattica e segnalerò questo sito che provvederò subito a inserire nelle pagine WEB dell'IRRSAE CALABRIA: http://www.bdp.it/~czir0001.
Un saluto e buon lavoro
Ferruccio Rizzuti  



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www.media68.com | febbraio 1998