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Città del Messico: granaderos in assetto da guerra
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01 - 10 settembre 11 - 20 settembre 21 - 31 settembre
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Ancora un giorno di battaglia e di scontri violentissimi a Città del Messico. In forse la prossima inaugurazione delle olimpiadi. Numerosi gli arresti eseguiti nelle case dei dirigenti studenteschi.
Cernik annuncia il graduale ritiro delle truppe russe da tutto il territorio cecoslovacco.
Stato d'assedio per trenta giorni in Honduras.
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Gli studenti di Città del Messico rispondono con bottiglie molotov e colpi di fucile agli assalti dei granaderos, che ormai sparano ad altezza d'uomo. La battaglia provoca decine di feriti. Più di mille gli arresti.
Dirottati su Cuba due aerei colombiani.
Deciso lo sciopero generale a Viterbo e a Pisa per il 26.
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Si dimette per protesta contro la violenza dei granaderos e la scelta repressiva del governo il rettore dell'università del Messico. 7.000 professori minacciano di seguirlo. Chiuse fino al 15 scuole e università in Uruguay.
Liberati dopo cinque mesi di arresti domiciliari gli ex primi ministri greci Canellopulos e Giorgio Papandreu, con altri 5 prigionieri politici. Tutti diffidati dall'occuparsi ancora di politica.
Aperta la ventitreesima assemblea dell'Onu
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Nella notte i granaderos attaccano un istituto del Politecnico occupato di Città del Messico. Gli studenti si difendono incendiando auto, camion e camionette e sparando dai tetti. All'alba i morti sono 15 e l'istituto è ancora occupato.
Il Pcf chiede il rinvio del prossimo vertice internazionale dei partiti comunisti di tutto il mondo, destinato a fallire dopo i fatti di Praga.
Il teorico del corporativismo Caetano sostutuisce il dittatore Salazar.
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Continua l'assedio del Politecnico. Scontri a fuoco anche in altre zone di Città del Messico. I granaderos chiedono rinforzi e interviene l'esercito.
Negati i visti di ingresso in Italia al battello del Bolscioi, al circo sovietico e al teatro di Mosca.
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La polizia interrompe un comizio volante degli studenti in un mercato popolare di Città del Messico. La folla prende parte agli scontri. Nel pomeriggio nuovi scontri a fuoco dopo una manifestazione centrale del movimento. Due morti.
In atto una manovra economica Fiat per assorbire la francese Citroen. Interventi di De Gaulle in persona per far fallire il progetto.
Il presidente Pacheco Areco si rifiuta di ricevere il vescovo di Montevideo che tentava una mediazione tra governo e movimento studentesco.
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Condannato a 8 mesi con la condizionale e a tre anni di libertà vigilata Cohn-Bendit, arrestato dopo uno scontro tra studenti e polizia a Francoforte.
Si ricostruisce nella Rft il Partito comunista, sciolto e messo fuori legge nel '56.
Durissime cariche della polizia a Vibo Valentia contro gli operai di un cementificio in sciopero.
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Tregua in Messico. Il governo promette la riapertura dell'università e il ritiro dei granaderos. Il rettore ritira le dimissioni. In una conferenza stampa il consiglio di sciopero degli studenti invita a evitare scontri e garantisce il non sabotaggio delle olimpiadi.
Convegno nazionale dei cattolici dissidenti a Reggio Emilia, aperto a "tutti i gruppi che si battono contro il neocapitalismo".
In Grecia si svolge il referendum truccato organizzato dai colonnelli.
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Grande manifestazione contro la guerra del Vietnam a Chicago. La campagna elettorale di Humphrey e Nixon è continuamente contestata dai pacifisti.
Cin En Lai accusa l'Unione Sovietica di minacciare Cina e Albania ammassando truppe ai confini.
Chiaramente plebliscitario l'esito favorevole ai colonnelli nel referendum truffa.
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Una manifestazione a Città del Messico si conclude con sporadici scontri tra studenti e polizia. I granaderos si preparano comunque a lasciare l'università e la crisi sembra risolta.
Inizia a Budapest la riunione dei partiti comunisti. Presenti i rappresentanti di 59 Paesi.
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www.media68.com | febbraio 1998