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RECENSIONI 1968-1998
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Per il sessantotto, studi e ricerche, cura di Diego Giachetti, Bolsena, Massari editore, Centro di documentazione di Pistoia, 1998 pp. 224, lire 24.000.
Può essere motivo di orgoglio e di presunzione per chi ha contribuito alla nascita di "Per il '68", il fatto che una coraggiosa casa editrice abbia deciso di dedicare a questa piccola rivista una antologia, a soli sette anni dal suo primo numero, onore toccato solo dopo molto tempo a riviste ben più prestigiose e conosciute (per tutte i "Quaderni piacentini") e che con questa antologia abbia iniziato una serie di pubblicazioni sul '68 e la stagione dei movimenti che ha visto la pubblicazione di numerosi testi.
L'antologia ripercorre la modesta, ma significativa storia della nostra rivista, dai primi numeri fotocopiati e distribuiti a cura di Attilio Mangano, al passaggio a stampa, dalla collaborazione preziosa con il Centro di documentazione di Pistoia alla formazione di una piccola, ma stabile redazione, dai numeri "speciali" ('77, '68, '69) alle collaborazioni prestigiose (Ferraris, Della Mea, Pirella, Santarelli, Preve...) alle discussioni per una sua nuova fisionomia.
Il testo è aperto da alcune discussioni storiografiche e metodologiche che hanno attraversato "Per il '68" sulle interpretazioni dell'evento, sul suo legame con il prima e il dopo, sulla periodizzazione, non ultimo sul rapporto tra movimento e formazioni politiche (tema che torna anche eccessivamente in tutti i testi). Mangano, Grispigni, Gervasoni si interrogano sulla periodizzazione della "stagione dei movimenti".
Significativo l'interesse per i fatti italiani di studiosi stranieri, motivo in più per giustificare l'attenzione alla anomalia del caso italiano, data da una stagione lunga, da un prima e un dopo, dal permanere di istanze conflittuali per oltre un decennio, per l'intersecarsi di protesta studentesca e operaia, di culture giovanili e femministe, di istanze che hanno pervaso tutti i settori della società.
Il rapporto fra il "68 studentesco" e il " 69 operaio" è analizzato da uno scritto di Pino Ferraris e da due interviste a Luigi Bobbio e Mario Dalmaviva, con interpretazioni opposte sul legame studenti-operai. Auguriamoci che il prossimo trentennale obblighi a una maggiore attenzione alle lotte operaie, alla dinamica sindacale, al rapporto tra spinta di fabbrica e forze politiche, riservando all'"anno degli operai" una attenzione maggiore della rimozione sino ad oggi verificatasi.
La sezione "Ricerche" offre uno spaccato dei campi di analisi che la rivista tenta di affrontare, uscendo da una dimensione puramente storiografica o di memoria.
Gli scritti testimoniano l'attenzione per il situazionismo, la critica alla psichiatria istituzionale, la pedagogia e la sociologia, il teatro, la musica, la letteratura. Non manca l'attenzione, a parer mio ancora insufficiente, sulle riviste che tanto hanno segnato una stagione politica e culturale.
Il "pluralismo" della redazione favorisce l'intreccio tra l'approccio marxista, certo predominante nel '68 italiano, e culture "eterodosse", anarchiche, situazioniste, libertarie, quanto mai necessario in una pubblicazione aperta e mai accademica.
L'antologia costituisce certamente un'occasione per far maggiormente conoscere una piccola rivista, nata con l'intenzione di reagire alla storiografia accademica da un lato e all'"uso pubblico della storia offerto da giornali, TV e rotocalchi e soprattutto per mantenere la memoria su una stagione che offre ancora insegnamenti e motivi di analisi e riflessione, nonostante la lettura riduttiva di molti dei suoi stessi protagonisti.
L'interesse dimostrato da molti giovani per analisi complessive o specifiche dimostra che questa scommessa era giusta:
Sergio Dalmasso
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www.media68.com | febbraio 1998